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Colapesce e Dimartino in concerto a Roma il 1 dicembre

Dopo aver partecipato alla 73esima edizione del Festival di Sanremo con il singolo “Splash” (Numero Uno/Sony Music) – già certificato Disco D’oro – che è valso loro il Premio della Critica Mia Martini

e il Premio della sala stampa Lucio Dalla, Colapesce e Di martino annunciano Club tour2023 la tournée prodotta e

organizzata da Vivo Concerti, in partenza a novembre 2023.

IL 1 DICEMBRE ALL’ATLANTICO

Il tour è partito da Bologna (giovedì 23 novembre 2023, Estragon), per proseguire a Napoli (giovedì 30 novembre 2023, Casa della Musica), Roma (venerdì 1° dicembre 2023, Atlantico), Venaria Reale (TO) (lunedì 4 dicembre 2023, Teatro della Concordia) e Milano (martedì 5 dicembre 2023, Alcatraz).

E’ USCITO NEI CINEMA “LA PRIMAVERA DELLA MIA VITA”

Lo scorso 20 febbraio è uscito nei cinema “La Primavera Della Mia Vita”, il film – tra i più visti della settimana e in vetta al box office – scritto e interpretato da Colapesce e Dimartino, che segna l’esordio cinematografico della coppia che ne firma anche la colonna sonora originale. Un viaggio surreale, intriso di poesia e leggerezza, in una terra popolata da personaggi tra l’eccentrico e il fiabesco e inattesi special guest musicali. Il film è diretto da Zavvo Nicolosi, alla sua opera prima; la sceneggiatura è di Michele Astori, Antonio Di Martino, Lorenzo Urciullo e Zavvo Nicolosi da un soggetto firmato Di Martino, Urciullo e Nicolosi. 

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Fabio Concato all’Auditorium Parco della Musica il 1 dicembre

A grande richiesta, una nuova data, all’Auditorium Parco della Musica

di Roma, il 1 dicembre 2023 per Fabio Concato con il suo Musico Ambulante Tour 2022- 2023, concerto organizzato da Vincenzo Berti

e Gianluca Bonanno per Ventidieci. 

FABIO CONCATO IL 1 DICEMBRE ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Fabio Concato uno dei pochi cantanti italiani che ha una stretta familiarità con il jazz, per la sua caratteristica armonia musicale, proporrà un concerto improntato sulla musica e sulla parola,

tra il serio ed il faceto, un lungo viaggio dal 1977 (anno del suo esordio discografico) ad oggi. Sarà l’occasione per ascoltare non solo i grandi “successi, ma anche tanti altri brani del suo ricco repertorio che ha ormai 38 anni, ma non li dimostra affatto.

Da quelle Storie di Sempre (1977, appunto) il pubblico ha subito compreso di avere a che fare con un autore elegante, capace di

grande autoironia, sempre attento alle tematiche ambientali, sociali

e civili: le sue canzoni sono entrate nella storia della musica italiana

e ci hanno accompagnato sin qui, senza mostrare i segni del tempo,

anzi cristallizzando emozioni e versi entrati nell’immaginario collettivo. “Domenica bestiale”, Fiore di Maggio, Guido piano, Rosalina”,” Sexi tango”, “O Bella bionda”, fino ai singoli dell’ultimo album, Stazione nord, Non smetto di aspettarti queste alcune delle canzoni del concerto (nel quale non mancheranno altre gradite sorprese) riproposte con nuovi arrangiamenti e scelte secondo i temi più cari all’Artista.

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Al Teatro Lo Spazio, Il Minestrone

Dopo il successo della scorsa stagione, torna in scena al Teatro Lo Spaziodal 30 novembre al 3 dicembreIL MINESTRONE, spettacolo scritto da Niccolò Felici e diretto da Alessandro Cecchini.

“La tana di Michele” è un ristorante sull’orlo del fallimento. Guido, lo chef, cerca un modo per salvarlo, ma dovrà scontrarsi con i suoi colleghi. Ognuno con la sua idea, la sua personalità, il suo percorso, ognuno diverso dall’altro, ma che come le verdure in un minestrone, si mescolano per dare vita a qualcosa di nuovo.

L’unica cosa che differenzia noi umani da un piatto è che se ci manca del sale o ci accorgiamo di dover ricominciare tutto da zero, non abbiamo uno chef che da sopra ci aggiusta, lo dobbiamo fare da soli. Il minestrone parla di questo, parla di quattro ragazzi che non hanno idea di come aggiustarsi ma che forse neanche sanno di doverlo fare, parla di un ristorante che, proprio come una grossa pentola di Minestrone, solo con le verdure giuste e l’amore che le tiene insieme può rimanere in vita.

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L’Europa come Necropoli, prima volta a Roma dal 24 al 26 novembre

L’Europa come Necropoli, il sistema di sorveglianza dei confini come autoritarismo tecnologico, la nube radioattiva di Chernobyl come iper-oggetto.

Fra arte visiva e performance, tre lavori che mescolano indagini sul campo storico-forense, dispositivi tecnologici installativi, tematiche politiche, teatro, danza e robotica.

Il lavoro di Arkadi Zaides

Per la prima volta a Romadal 24 al 26 novembre, il Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound – la cui programmazione è curata da Valentina Marini – presenta il lavoro di Arkadi Zaides, artista multidisciplinare di origini Bielorusse, residente in Francia e docente in Belgio.

Un’imperdibile occasione per scoprire l’opera di un artista internazionalmente riconosciuto per la vocazione a denunciare sul palcoscenico le più roventi questioni riguardanti diritti umani. Per la capacità di fare luce sulle paure esistenziali dell’umanità e di portare in primo piano le grandi tematiche di un mondo in procinto di collassare.

Presentare una pratica artistica come quella che propone Arkadi Zaides, per un Centro Nazionale di Produzione della Danza vuol dire fare i conti con tutto quello che i corpi – e non solo la loro pratica coreografica ma anche la loro memoria, cosi come la loro assenza o il loro (ab)uso – suggeriscono in termini di riflessione, cosi come di responsabilità, in un momento storico dove la scena contemporanea deve recuperare fortemente questo valore, per restituire alla società il senso del Teatro come specchio del presente” commenta Valentina Marini a proposito della “coreografia documentale” di Zaides, basata sul rapporto fra corpi e archivi storico-politici.

3 progetti

Tre i progetti presentati fra Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Palladium e Spazio Rossellini.

The Cloud, che affronta di petto le tematiche legate alla crisi climatica partendo da uno dei più grandi disastri ambientali nella storia recente: l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl.

Talos incentrato sul rapporto fra tecnologia, pratiche di sorveglianza e movimenti migratori.

Infine, Necropolis (foto di Arnaud Caravielhefoto di Arnaud Caravielhe) è un lavoro che aspira a ridare dignità alle migliaia di migranti morti senza nome ai confini dell’Europa. “Il mio interesse si concentra su archivi molto specifici, quelli che documentano questioni politiche, in particolare legate ai territori di confine.

Potremmo dire che sia Talos che Necropolis affrontano l’idea di confine politico,

mentre The Cloud affronta un altro tipo di confine, quello tra il corpo e l’esterno. Quando l’esterno diventa pericoloso, la pelle diventa il confine. sostiene Zaides.

Il 24, 25 e 26 novembre

Si parte il 24 novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo con la prova aperta di The Cloud. Mette sotto la lente d’ingrandimento la catastrofe di Chernobyl seguendo il movimento effettivo della nube radioattiva. Una nube indagata anche come nuvola di dati che conduce la coscienza collettiva verso uno stato di paranoia e panico e immaginata come un “iper-oggetto“, ovvero – secondo le parole del filosofo britannico Timothy Morton – un elemento “massicciamente distribuito nel tempo e nello spazio rispetto agli esseri umani” che porta l’umanità a un collasso ecologico totale. Subito dopo la performance, l’incontro con l’artista a cura di Andrea Pocosgnich di Teatro e Critica.

Il giorno seguente 25 novembre ci si sposta al Teatro Palladium per Talosuno spettacolo che nasce da un team di coreografi, drammaturghi e videoartisti guidati da Zaides per mettere in discussione l’omonimo inquietante progetto sviluppato negli anni scorsi dall’Unione Europea (e mai realmente testato) con l’obiettivo di creare un sistema avanzato per la protezione dei confini terrestri europei, basato su robot mobili e semi-autonomi.

Il focus sull’artista bielorusso si chiude il 26 novembre allo Spazio Rossellini con lo sconvolgente Necropolis, un lavoro che sfida ogni città ospitante a misurarsi con il proprio sistema di accoglienza. Questo progetto nasce grazie al lavoro di 500 ONG e attivisti di tutta Europa, appartenenti alla rete UNITED for Intercultural Action .A partire dal 1993, hanno registrato in un unico elenco le morti dei rifugiati e migranti che hanno tentato di raggiungere l’Europa. È un archivio che tenta di far luce su un fenomeno di massa di importanza sociale e politica. Una catastrofe che si svolge all’interno e ai confini dell’Europa. Una massa di corpi decomposti racconta dunque la storia di un soggetto collettivo il cui fantasma aleggia sul territorio europeo.

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Beauty Dark Queen – Lo strano caso di Elena di Troia al Teatro Ulpiano

Beauty Dark Queen- Lo strano caso di Elena di Troia, con la regia di Stefano Napoli torna in scena al Teatro Ulpiano dal 22 al 26 novembre. La compagnia Colori Proibiti vedrà in scena: Francesca Borromeo, Alessandro Bravo, Simona Palmiero, Luigi Paolo Patano, Giuseppe Pignanelli. Lo spettacolo in tournée dal 2017, torna in scena a Roma.

NOTE DI REGIA

Due uomini, una donna, una dea, una statuetta. Sono Menelao, Paride, Elena, Afrodite, Eros. La storia è nota. Una dark queen dalla bellezza fatale, il capriccio degli dei, un rapimento, una guerra.
Un po’ pochade (Paride, ospite di Menelao, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi), un po’ tragedia (per la voluttà di accecamento che a volte sembrano avere gli esseri umani), la storia
di Elena racconta di uomini che non sanno amare ma solo possedere, di donne che si difendono chiudendosi nella freddezza del cuore e nello splendore effimero di un bel vestito, del tempo che consuma corpi e passioni, di un mondo in cui l’amore viene rubato e venduto. Elena sopravvisse a tutti gli uomini che l’avevano amata.

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Una Striscia di Terra Feconda domani nello Spazio Rossellini

Una Striscia di Terra Feconda, domani nello Spazio Rossellini, con la produzione originale, in collaborazione con I-Jazz, ‘Amori difficili’ testi di Italo Calvino: Maria Laura Baccarini voce, testi di Italo Calvino, Luca Aquino tromba, Paolo Damiani contrabbasso e Antonio Jasevoli, chitarra. Gli amori difficili è una raccolta di novelle scritte da Italo Calvino tra il 1949 e 1967, il grande scrittore racconta di movimenti interiori e di viaggi verso il silenzio.

Parola facilmente sfruttata

Amore, è una parola facilmente pronunciata, sfruttata, fraintesa, millantata, ma Calvino ne fa altro… in queste istantanee letterarie così magistralmente scattate, ritrae semplicemente e con l’immancabile ironia del suo sguardo personale, esseri umani nelle loro imprese quotidiane, alla ricerca di una risposta impossibile, di un assoluto a cui non potranno mai dare soddisfazione. Abbiamo scelto due storie: L’avventura di un fotografo e L’avventura di una moglie. Miniature di drammaturgia che prendono vita, voce e musica, un viaggio intenso, leggero, in un passato che riconosciamo bene come nostro, anche nelle sue premonizioni di un futuro del quale siamo testimoni e interpreti, noi tutti uomini e donne del nostro tempo.

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Il Balletto del Sud presenta La Luna dei Borboni

Il Balletto del Sud, presenta nella stagione del Teatro Vascello di Roma, La Luna dei Borboni, spettacolo di danza in un atto dedicato alla poetica di Vittorio Bodini, poeta e traduttore italiano, considerato il maggiore interprete e traduttore della letteratura spagnola. Il Sud è per Bodini e per lo spettacolo, “un’originale invenzione”, che parte da una precisa realtà storica e geografica, con tutti i problemi di natura sociale ed economica, e si elabora in un’invenzione fantastica. Il luogo è fatto di atmosfera, di costumi, di abitudini di una concreta realtà e si parte da questi per poi trasfigurarli in un progetto metafisico. La situazione è sognante e rilassata come il ricordo di una festa di un Santo patrono nella piazzetta del quartiere (Le Scalze, nel centro storico di Lecce), “dove eravamo ancora tutti assieme, tutti vivi”.

Linguaggio personale del balletto

Franzutti usa un linguaggio personale proteso verso il teatro contemporaneo e utilizza come elementi ispiratori e asse della ricerca le pertinenze territoriali con il Sud, inteso come appartenenza alla Magna Grecia, il rapporto con i popoli del mare, l’utilizzo della matrice popolare e l’argomento del testo poetico per creare la nuova narrativa coreografica. Interpreti sono 16 danzatori della compagnia. I ruoli principali sono interpretati da Nuria Salado Fustè e Matias Iaconianni. Solisti: Alice Leoncini, Ovidiu Chitanu e Cristopher Vazquez. Le musiche appositamente scritte per lo spettacolo da Rocco Nigro e Giuseppe Spedicato sono eseguite dal vivo dai Brancaleone Project, trio composto dagli stessi Rocco Nigro (fisarmonica) e Giuseppe Spedicato (tuba) accompagnati da Giorgio Distante (tromba). Lo spettacolo gode del patrocinio dell’Enciclopedia Treccani e del Centro Studi Vittorio Bodini.

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Nun me piace. Anacronismi in croce debutta al Teatro Spazio 18b

Nun me piace. Anacronismi in croce il nuovo spettacolo scritto e diretto da Marzia Ercolani, debutta in prima assoluta, dal 30 novembre al 3 dicembre, al Teatro Spazio 18b. Il mondo e la poetica raffinata della drammaturga viene questa volta incarnata sul palco da Luigi Acunzo. Nulla è più umano del bisogno del rito. Niente è mondialmente condiviso come le ricorrenze religiose, con i loro usi, i loro costumi, e le figure consacrate ad essere protagoniste assolute di contante celebrazioni. A prendere la parola è uno dei protagonisti più gettonati del panorama rituale sacro, venerata e inviolabile star alle prese con una crisi esistenziale. A prendere parola è prima di tutto un figlio, un figlio che non può più rimandare un confronto con il padre e con il presente in cui è costretto a rinascere.

L’omaggio di Nun me piace

Un omaggio al “presebbio” Eduardiano, un omaggio al Vangelo secondo Gesù Cristo di J. Saramago, un omaggio all’arte di interpretare un ruolo, un omaggio a tanti poveri e straordinari Cristi, a quell’umanità nata nelle capanne, nei sobborghi, nelle periferie del mondo dalle quali, ogni tanto, anime fameliche di riscatto si ergono su tutto, accecando ogni ombra con il loro splendore, quel tutto avido e giudicante che se non può contrastare tanta meraviglia, la celebra, la adora, la fagocita, consegnando corone e plausi mentre issa sistematicamente l’ennesima croce.

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Tor Bella Monaca, spettacoli dal 27 novembre al 3 dicembre

Teatro Tor Bella Monaca  – Arena Teatro Tor Bella Monaca è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale Assessorato alla Cultura con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.

Gli spettacoli

Il magico filo di Arianna”, produzione Teatro Le Maschere, ritorna in scena da lunedì 27 a mercoledì 29 per le repliche infrasettimanali scolastiche. Scritto e diretto da Gigi Palla, lo spettacolo dedicato ai bambini vede in scena lo stesso regista affiancato da Gabriella Praticò e Francesco Stella. 

Segue “Equitalia”, produzione Nutrimenti Terrestri, in programma giovedì 30 novembre, venerdì 1° e sabato 2 dicembre. Il testo è scritto da Massimiliano Aceti il quale dirige la rappresentazione e recita accanto a Chiara Mancuso.

La settimana si conclude con “Miseria bella”, produzione I due della città del sole, nelle date di venerdì 1°, sabato 2 e domenica 3 dicembre. Il testo di Peppino De Filippo vanta l’adattamento e la regia di Roberto D’Alessandro che dirige Francesco Procopio, Enzo Casertano, Giosiano Felaco, Loredana Piedimonte e Federico Valdi.

Per informazioni e prenotazioni:
Telefono 062010579  (dalle 10:30 alle 19:30)
Messaggi whatsapp  3920650683
promozione@teatrotorbellamonaca.it

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“Sukhishvili”, il Georgian National Ballet a Roma il 28 novembre

Il 28 novembre, alle 19, l’Auditorium Conciliazione presenta la leggenda della Georgia: il balletto “Sukhischvili”.

Si chiamano “The Eighth Wonder of the World”, “Best Broadway Show”, “Hurricane on Stage”, “Magic of Georgia”, “Unique Phenomenon”, “Dangerous Dances of Georgian Men”,

“Perfect Work of Art” e altro ancora. 100 ballerini e 2500 costumi

in un solo spettacolo.

IL GEORGIAN NATIONAL BULLET ALL’AUDITORIUM CONCILIAZIONE IL 28 NOVEMBRE

Subito dopo la sua fondazione, il gruppo di danza Sukhishvili ha iniziato a esibirsi in tournée in tutto il mondo, sorprendendo persone di molti popoli del mondo. Oltre 90 milioni di spettatori hanno visto il loro spettacolo dal vivo, ma va bene da oltre un secolo. Il gruppo ha circa 300 spettacoli all’anno. Diversi milioni di spettatori assistono alle loro esibizioni sold-out in più di centinaia di paesi in tutto il mondo.

La collezione del Sukhishvili Georgian National Ballet comprende una varietà di costumi tradizionali per oltre 150 balli, tutti i costumi sono realizzati in esclusivo tessuto naturale e decorati con ricami, dipinti, applicazioni, glitter e pietre.  All’inizio, i costumi furono realizzati dal famoso pittore Soliko Versaldze (1908-1989), ora costumista – direttore artistico Nino Sukhishvil